“Senza ‘sta strunzata, Terra, ‘i nun t’avesse conosciuta” (da Porno Teo Kolossal di Pier Paolo Pasolini)
Avevo 16 o 17 anni la prima volta che ho fruito di un pezzetto di arte pasoliniana. Si trattava dell’episodio La Ricotta tratto da RoGoPaG, film collettivo come si usava in quell’età suddiviso tra quattro autori di cinema. All’epoca a scuola la mia insegnante di italiano e latino ci aveva fatto partecipare alla stesura di un libretto con introduzione di Gianni Canova sul cinema neorealista (ma non solo) italiano. Poco più in là avrei letto Ragazzi di Vita e Una Vita Violenta, e visionato anche Uccellacci e Uccellini, sempre tramite il liceo. E’ il 1991 e io mi sono appena diplomato. Esce Petrolio, prima edizione Einaudi, copertina bianco sperma (per precisa volontà di PPP, quello il colore e quello il riferimento simbolico). Lo comprai e lo divorai. Mi colpì tantissimo la storia di Carlo, diviso tra Carlo di Polis, il politico che oliava meccanismi imprenditoriali, dirigenziali e sociali, e il Carlo di Tetis che si dava a ogni tipo di orgia conosciuta. Più prosaicamente, Carlo di Poli...