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Visualizzazione dei post da aprile, 2023

Il surrealismo è morto? Viva il surrealismo!

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E’ sabato. Dato che lunedì è il primo maggio, mi attendono tre giorni da riempire come meglio credo. E decido che oggi è la giornata delle mostre. Pertanto mi reco in via Tortona, al Mudec, per la mostra sul surrealismo. “Dalì, Magritte, Man Ray e il surrealismo” è il titolo della mostra in oggetto, ma oltre al Grande Paranoico, al Volto della Guerra, al famoso ferro da stiro coi chiodi e alla Venere Restaurata, ci troviamo di fronte a una mostra che stabilisce un legame, realmente esistito, con l’arte di altri Paesi del mondo. Negli anni della Belle Epoque infatti Parigi, dopo la prima fase del colonialismo, quella fatta di sfruttamento selvaggio, vede una fascinazione di ritorno per i manufatti dell’arte autoctona proveniente dalle sue colonie (frutto anche di sensi di colpa e meschinerie). Ed ecco allora che si organizzano padiglioni nelle esposizioni universali, padiglioni che i surrealisti contestano perché vogliono dare a quell’arte dignità e autonomia, non desiderano insomma ...

Per perseguire la propria felicità

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Ci hanno presi tutti in giro. Ci prendono tutti in giro, i potenti. I Bush contro cui si scaglia Patti Smith, con la sua retorica della libertà che serve solo per giustificare altre guerre, ma anche la retorica che sta dentro di noi, quella appunto del vivere la vita come fardello da portare sulle spalle. C’è un film di Shoei Imamura dove i vecchi vengono portati su un’isola e lasciati morire perché inutili per la società. Tutti abbiamo paura di finire in quell’isola. Quell’isola serve per spaventarci e farci da monito. Quell’isola è avulsa dai diritti sanciti dalla nostra carta costituzionale. Ne fanno parte ad esempio i CPR (ex CIE), dove gli stranieri in cerca di una vita migliore vengono rinchiusi e trattati in modo disumano. Centri appaltati dallo Stato a privati stranieri, a multinazionali delle prigioni estere, come quelle statunitensi, giri di soldi da capogiro. Soldi che potrebbero servire per migliorare le nostre scuole o i nostri ospedali al collasso, e che invece fin...

Il risveglio dal sogno non tradisce mai ...

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E dunque, ho di nuovo qualche giorno di tranquillità davanti a me. Sabato, domenica, il 24 e 25 aprile. Sono ancora qui alla tastiera, con i dischi di cui vi parlavo nell’ultimo post in sottofondo creativo. Ma qualcosa si è mosso stanotte. Ho fatto un sogno. Ed era da tanto che non mi ricordavo un sogno, anzi dal precedente sono passati esattamente venti giorni. Stanotte, dunque, ho sognato di essere nel luogo dove svolgo il mio laboratorio di teatro come attore, e di avere un dialogo col mio regista. Costui mi riferiva, come se io fossi un artista già abbastanza affermato, che un vecchio compagno della scuola che ho frequentato lo scorso anno andava in giro a ripetere che i miei spettacoli sarebbero a breve diventati stucchevoli perché tutti incentrati su eros. Ora, io non ho spettacoli in giro. Nemmeno incentrati su eros. Questo lo dico perché i sogni a volte confondono le idee a chi li recepisce, come voi che mi leggete. Sta di fatto che, sempre nel sogno, io mi arrabbiavo t...

Da Mellow Gold a Disintegration in un solo giorno

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Sveglia alle otto. Faccio colazione, mi vesto, mi attardo un poco con lo smartphone. Perché tra poco devo andare alla Fiera del Vinile di Saronno, alla ricerca di qualcosa che serva da dispositivo per la mia anima. In giro per il mio paese solo qualche uomo o donna col cane respirano un po’ di aria sana. Sul treno, persone con monopattino o biciclette che seguiranno un tragitto più lungo. Ed eccomi scendere dal treno. Pochi passi a piedi e sono in Corso Italia, dove oggi si tiene la fiera in oggetto. Le prime bancarelle sono scoraggianti. Poi trovo la prima di quelle giuste. Un sacco di album usati di musica alternativa per pochi spicci. Inizio a guardare, estrarre, controllare prezzo e qualità dell’oggetto, a selezionare cosa portarmi a casa. A dire il vero c’era tantissima roba, ma ho dovuto scegliere. I primi due dischi di Beck, Mellow Gold e Odelay (era tanto che non riascoltavo il signor Hansen delle origini), una copia un po’ dissestata – qualcuno ha tagliato la seconda p...