Il surrealismo è morto? Viva il surrealismo!
E’ sabato. Dato che lunedì è il primo maggio, mi attendono tre giorni da riempire come meglio credo. E decido che oggi è la giornata delle mostre. Pertanto mi reco in via Tortona, al Mudec, per la mostra sul surrealismo. “Dalì, Magritte, Man Ray e il surrealismo” è il titolo della mostra in oggetto, ma oltre al Grande Paranoico, al Volto della Guerra, al famoso ferro da stiro coi chiodi e alla Venere Restaurata, ci troviamo di fronte a una mostra che stabilisce un legame, realmente esistito, con l’arte di altri Paesi del mondo. Negli anni della Belle Epoque infatti Parigi, dopo la prima fase del colonialismo, quella fatta di sfruttamento selvaggio, vede una fascinazione di ritorno per i manufatti dell’arte autoctona proveniente dalle sue colonie (frutto anche di sensi di colpa e meschinerie). Ed ecco allora che si organizzano padiglioni nelle esposizioni universali, padiglioni che i surrealisti contestano perché vogliono dare a quell’arte dignità e autonomia, non desiderano insomma ...