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Visualizzazione dei post da dicembre, 2023

Appunti Sperimentali – Parte III

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                        Stanotte ho fatto un sogno.   Vivevo in una casa più grande, qualcuno mi regalava una scatola da cui fuoriusciva per installarsi nella mia dimora un grosso ragno.   Io lo lasciavo circolare libero.   Nel frattempo mi dicevo: “ancora due anni prima di prendere il diploma da attore. Poi potrò fare il lavoro che voglio”.   Secondo il Dr. Jung il ragno rappresenta una parte inconscia ancora sconosciuta (grazie al cazzo, se è inconscia … ).   Ma non ho la minima idea del perché del diploma da attore, non so cosa significhi.   Lo saprò tra due anni?     Io e mio padre ci siamo odiati.   Lui mi ha odiato perché di fronte a me si sentiva in colpa, e a un certo momento ha deciso, fomentato in questo dalla società, ovvero dalla sua parte politica e dai miei medici, che doveva essere chiaro a tutti e soprattutto a me che il mio malesse...

Appunti Sperimentali -- II Parte

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                      Tanto    Non             Siamo             Venuti             Al             Mondo             Per             Soffrire   ….     E’ possibile che in altre dimensioni, in altre reincarnazioni, ammesso esistano, in altre fasi della vita che ora non sono più qualcuno abbia commesso un errore così grande da non poter riprendere la propria vita nelle mani e ricominciare?     Io credo di no.     Ero in un letto di ospedale a ripensare a quando sono stato drogato e ______   Ho pianto amare lacrime per tutta la notte. ...

Appunti Sperimentali – Parte I

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Natale di febbre. Coltrane in plancia di comando. Concerto all’Olatunji Center. “Ricordati, un giorno, di chi ti ha fatto stare bene”, mi dico. Rumore bianco alla clorexidina, sale sulle ferite, che puntualmente scompaiono come macchie rimaste sulle bende ma di cui nella pelle non v’è più traccia. Ayler poi. Un soprano mai più suonato, strizzato, inquisito in quel modo nella storia del jazz. Mary Maria. La batteria che Sunny Murray suonava non con le bacchette ma coi ferri da calza. Puro pulviscolo dada.  Invece Allen Blairman accelera e decelera, colpisce e infioretta, benedice come un Papa mentre Call Cobbs intesse sottili trame attorno al contrabbasso archettato. Un accenno di marcia. Sono io che cammino nel mondo, senza timore, mentre un plotone intero mi punta i propri fucili da stigma. Io non vi vedo. Sono come un albero. Ho radici profonde, non fosse per il mio piede sinistro che ancora dopo cinque mesi mi duole, ma ciò non mi impedisce di respirare dalle foglie di assumere...