Dancing Barefoot
E' una tranquilla domenica mattina di provincia, di quelle in cui, come ci ha insegnato David Lynch, i padri di famiglia si recano nei letti delle figlie per … oh, beh, lasciamo stare. Io sto ascoltando Coltrane mentre digito questo testo. Il suo mix di jazz e musica africana in Kulu Sé Mama, per la precisione. Il fatto è che ho un po’ di questioni in sospeso e voglio provare a dare loro forma. Innanzitutto ci sono cose che non mi vanno giù, e magari metterle su schermo – stavo per scrivere su carta – può aiutarmi a oggettivarle. Allora. Più di tre anni fa mi reco con un ragazzo con cui facevo teatro all’Out Off per vedere dei documentari su Jan Fabre. Trovo tutto molto interessante: quegli spettacoli che durano tutta la notte, dove puoi anche metterti in un angolo a dormire se sei stanco, ma poi magari ti svegli mentre un performer sta addentando della carne cruda, ad esempio. Diciamo subito che Fabre pur non essendo un artista del calibro di Hermann Nitsch e del suo Das Orgien...