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Visualizzazione dei post da ottobre, 2022

Essere il primo della fila

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Dice Massimo Recalcati, in cui per altro io non nutro né stima né speranza, che la prima parola di ogni bambino non è né “papà” né “mamma”, ma “no”. Il bambino si appropria del linguaggio quando inizia a differenziarsi dal mondo. Questo i miei genitori mi hanno raccontato almeno un paio di volte, un po’ divertiti e un po’ contrariati insieme, che la mia prima parola era appunto stata una negazione (non so in che contesto, ma poco importa). Sta di fatto che ho iniziato a negare tutto ciò che avevo attorno, come il principe che poi diventerà il Buddha, come ogni adolescente, quando ho scoperto la musica. Un bel giorno mio padre mi regala uno stereo, credo per un compleanno, non ricordo più bene. Uno di quegli aggeggi con lettore CD, doppia cassetta e vinile. Ricchi i miei? No, semplicemente all’epoca della lira le cose costavano di meno. Ce l’ho ancora in casa, quello stereo, anche se non funziona più (più che altro dovrei far controllare l’attacco delle casse, ormai mute, e il laser...

Il vero problema è la salute mentale, non il Covid

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Leggo spesso, anche sui social network, da parte quindi di molti miei amici, oltre che sui maggiori quotidiani, polemiche riguardo l’onnipotenza della medicina sotto il Covid. Ora che il nuovo governo richiama alla ‘responsabilità individuale’ (ma senza mai averla promossa in un Paese corrotto e governato da caste e conventicole come il nostro sarà possibile?) e elimina bollettini quotidiani e protezioni varie, e ora che si parla addirittura di una commissione per verificare l’operato dei precedenti governi e delle politiche sanitarie, c’è chi a gran voce chiede che vengano denunciate le storture dei governi precedenti. Storture dovute appunto al blocco di una intera società e alla inoculazione quasi obbligatoria (nel senso che senza non si poteva fare nulla, dicono i contrari, dato che c’era l’obbligo non di vaccino ma di green pass, il che mutatis mutandis era come avere un vaccino obbligatorio) con sieri genici che a quanto pare è stato dichiarato dalle case farmaceutiche stesse ...

L’inconscio mi parla

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Lo scorso giovedì camminavo tranquillo per le strade di Saronno. Avevo appuntamento in una agenzia interinale per parlare con una persona che mi sta aiutando nei miei tentativi di reinserirmi meno precariamente nel mondo del lavoro con un corso pagato dalla Provincia. Chi mi legge sa che essere artista è solo metà del mio ‘piano’, essendo l’altra metà il vivere anche di lavori normali, per far sì che la mia attività artistica non sia ricattabile se da essa dovessi trarre sostentamento. Ed ecco che improvvisamente mi trovo a ricordare, poiché camminavo, di quando camminavo da bambino e avevo alcuni difetti di deambulazione per correggere i quali dovevo fare esercizi quotidiani e indossare calzature apposite. Mi è ritornato in mente quel periodo, un periodo in cui oltre a ciò soffrivo di una piccola anomalia cardiaca (una irregolarità nel battito detta ‘soffio’, come quello del famoso film) e di allergie stagionali per cui una volta alla settimana per quattro anni mi sono vaccinato...

Cercando uno spiraglio per uscire di qui ...

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Sto vivendo giorni pieni di dubbi e domande. Tutto parte dal lavoro, dalla difficoltà di averne uno stabile con tutto che se lavori, ti tengono per qualche mese e poi dopo averti masticato per bene e prosciugato ti risputano. Ma il fatto è che io non arrivo nemmeno più a farmi masticare e prosciugare. Dopo aver passato un anno sabbatico o quasi in una pessima (nel senso che non faceva per me) scuola di teatro, ho ripreso a ricercare lavoro. E mi sono trovato a venir licenziato per ben due volte dopo pochi giorni dal termine della formazione. La prima volta mi è stato detto che i miei standard non erano quelli dei colleghi senior, mentre l’ultima volta, ieri, mi è stato detto che ho dei canali emotivi di cui sono troppo consapevole per essere freddo e astuto, diciamo così, come il mio ruolo imponeva. E questa è la prima parte di ciò che voglio mettere sotto la lente di ingrandimento. La seconda cosa è l’ansia che mi divora quando lavoro, e solo quando lavoro. Parallelamente a que...