Sulla memoria e sull’arte come dispositivo
“Mi interessa capire come la memoria deforma gli oggetti. E’ come un apparato che smonta le cose e le assembla saltando dei pezzi; il ricordo è sempre un’impressione distorta.” (Tom Waits intervistato per la rivista Sounds nel 1983) Non sono pochi i giornalisti che, dopo la svolta ‘avanguardista’ del cantante-orco di Pomona, hanno cercato di comprendere cosa ingenerava quei suoni e che scenario quella musica avrebbe aperto. Ma quelle dichiarazioni del musicista riguardo la memoria che deforma quasi fosse un meccanismo onirico le ho sempre trovate veritiere. Tutti ci attacchiamo a dei ricordi, soprattutto quando si tratta di torti che abbiamo subito. L’ho sempre trovata una cosa grottesca, da far paura. Voglio dire, e se quei torti non fossero avvenuti esattamente come li ricordi? Ovviamente non posso sapere quanto e se i miei ricordi del passato sono deformati. Ma ho fatto un esperimento. Dopo dieci anni di lontananza dalle sale cinematografiche – tanto a parte Lanthim...