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Visualizzazione dei post da agosto, 2021

Sulla memoria e sull’arte come dispositivo

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“Mi interessa capire come la memoria deforma gli oggetti. E’ come un apparato che smonta le cose e le assembla saltando dei pezzi; il ricordo è sempre un’impressione distorta.”  (Tom Waits intervistato per la rivista Sounds nel 1983) Non sono pochi i giornalisti che, dopo la svolta ‘avanguardista’ del cantante-orco di Pomona, hanno cercato di comprendere cosa ingenerava quei suoni e che scenario quella musica avrebbe aperto. Ma quelle dichiarazioni del musicista riguardo la memoria che deforma quasi fosse un meccanismo onirico le ho sempre trovate veritiere. Tutti ci attacchiamo a dei ricordi, soprattutto quando si tratta di torti che abbiamo subito. L’ho sempre trovata una cosa grottesca, da far paura. Voglio dire, e se quei torti non fossero avvenuti esattamente come li ricordi?  Ovviamente non posso sapere quanto e se i miei ricordi del passato sono deformati. Ma ho fatto un esperimento. Dopo dieci anni di lontananza dalle sale cinematografiche – tanto a parte Lanthim...

Il gioco del mondo. E il mio gioco?

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Ci sono artisti che segnano un epoca. Con la loro arte, con la loro sensibilità, con la loro capacità inventiva o di sintesi, con la loro capacità di far fare un passo avanti a chi ne fruisce l’opera. Uno di questi è Pier Paolo Pasolini, di cui mi limiterò a dire che, prossimo alla morte all’epoca di Petrolio e di Salò o le 120 Giornate di Sodoma , rilasciò un’intervista in cui disse pacificamente che tutte le cose sono collegate tra loro. Come un maestro zen. E questo, su quelle ultime opere tanto cupe al punto che il romanzo verrà pubblicato solo nei primi anni Novanta del secolo scorso, getta una nuova luce, levando loro il maledettismo che sta nell’occhio di chi guarda e illuminando un Pier Paolo che, ce lo avessero lasciato vivo, chissà cosa ci avrebbe raccontato ancora per anni e anni di bello. Un altro artista che ho amato profondamente è Fabrizio De André. L’ho conosciuto poco dopo la sua morte, con l’album dal vivo registrato al Teatro Brancaccio (che perfezione negli arra...