Intermezzo: A Faber
Nota: Ho iniziato a scrivere questo testo il giorno 11 gennaio, ma l’ho successivamente modificato ed elaborato, ripensato. Per questo pur essendo stato pubblicato oggi, mantiene il suo sapore di omaggio nell’anniversario della morte di un poeta e musicista importante nel nostro contesto. Oggi, l’11 gennaio 1999, un tumore ai polmoni ci portava via Fabrizio De André. Io all’epoca già ascoltavo musica, ma di tutt’altro calibro – la new wave italiana e i suoi derivati ad esempio – e Faber mi era ancora oscuro. Me ne teneva lontano l’impressione, più che la realtà, di musicista più attento ai testi che non alla musica che quelle opere d’ingegno doveva rivestire. Mi sbagliavo, ovvio, ma non lo sapevo ancora. Tutto cambiò, qualche mese più tardi, quando un amico, dopo aver conosciuto Cinaski e Capossela, mi fece ascoltare Tom Waits, che più o meno trattava nella sua musica gli stessi temi di De André. Ero pronto. Ci pensò una persona che faceva le pulizie in un negozio di elettrodo...