Il fuoco inconsapevole
O forse la forma del messaggio non è proprio questa, ma quasi. Walter Benjamin diceva in un suo scritto che il Capitalismo non è altro che una religione, una religione basata su un debito che si vuole universale. E’ dunque, la religione della disperazione. Non vi sembra pasoliniano questo Benjamin? O forse è Pasolini ad essere benjaminiano? Comunque. Torniamo a bomba. “Hai fatto tanta fatica, meriti un premio”.
Questa è la voce melliflua del potere. Nemmeno tanto metaforica. Vi siete mai chiesti perché al McDonald’s, nel centro commerciale, nel supermercato, c’è sempre la musica? Perché con la musica in sottofondo pare si sia più propensi a spendere dei soldi! (Mamma mia, cosa direbbe Cioran …). Eccolo quindi, quel virgolettato, come senso alle vostre ‘esperienze di acquisto’. Strano che poi siate nevrotici, insoddisfatti, inquieti, bisognosi di qualcosa ma …
Ma se sapete solo comprare, se avete imparato che la vostra personalità sono i vostri vestiti (al massimo i tatuaggi), che per godere dovete seguire quello chef, che per sentirvi meno brutte – in che senso poi? Non sarà mica un qualcosa proveniente da dentro che affiora fuori? – potete prendervi quel gioiello, o quella macchina se avete il pisello piccolo – ci sono tanti modi per far godere una donna, potete anche voi … ma no, comprarvi il SUV o un Dogo fa più figo o più brutto …
Mai che vi senta ascoltare un sassofono, mai che vi veda andare a un teatro, leggete solo i libri di quell’ex generale che vi titilla l’identità (vi vedo sui treni che prendo anch’io per andare a lavorare!) … insomma, mai che, per una volta, vi veda andare oltre. Ma come fate a starci dentro? Semplice. Non ce la fate! E poi … e poi cercate qualcuno, o qualcosa, ma non sapete cosa.
E’ colpa vostra? In parte sì perché per voi “la vita è sacrificio” vuol dire che bisogna andare a lavorare e lavorare duro, mica che occorre fare fatica per coltivare il proprio giardino interiore. Ma in parte no, perché vivete in un mondo che è come una vocina che vi dice “lavora duro e poi compra … compra … pss … pss … non dimenticarti di comprare”. E allora. Torniamo alla prima frase, quella che intima di non incasinare il prossimo.
Ma magari! Ma magari lo incasinaste! Magari foste dei virus, per mettere a soqquadro tutto quello che sta a tiro! Magari foste in grado di far inceppare l’antica macchina del mindfucking. Invece no … invece vi tocca pure subire le frasettine motivazionali, con tanto di disegnini, di chi vi vorrebbe magari in intimo cordoglio (“Oh, non so cosa voglio, oh, non so chi sono …”) piuttosto che alla ricerca dell’altro come risposta.
E allora? Allora non fidatevi di chi vi vuole a compulsare l’intelletto o al massimo a rivolgervi a uno specialista (tanto lo sappiamo tutti cosa vogliono quelli: la solda, ecco, appunto). A volte potreste essere dei portatori sani di disequilibrio. E il disequilibrio dipende sempre da come lo si prende. Ci sono persone che ve ne traggono fuori ma a costo di vantaggi (economici per lo più) per loro.
Ci sono persone che vi aiutano ad allontanarvene per avere un tornaconto emotivo, sessuale, sentimentale. E poi ci sono i Maestri. Quelli che vi accolgono … così come siete. Come, non li avete mai trovati? Ebbene, è perché il Maestro siete voi. Non vuoi lavorare dieci ore al giorno? Cattivo … ehm, va bene. Lavora sei ore al giorno, esistono i part time apposta. Ecco, visto come è facile?
Mi piacciono le strafighe. Non ci arriverai mai, ridimensionati … ehm, ok, hai mai considerato come quel tipo di persona è fatta anche dentro oltre che fuori? Come ragiona, cosa cerca, cosa vuole? Alcune potrebbero deluderti, per la superficialità o l’opzione calcolo, altre potrebbero stupirti perché potrebbero essere stranamente profonde, con tutta l’accozzaglia di approfittatori che hanno dovuto incontrare nella propria vita. Approcciane qualcuna, e assaggia.
Visto, ancora? Non è così difficile. Sto ovviamente facendo degli esempi banalissimi. Ma se ci dedicassimo a qualche passaggio più serio? Ad esempio: sono una ragazza, sono io la strafiga, e odio mio padre. Per questo ho un rapporto pessimo con gli uomini. Ok, parti dal fatto che odi tuoi padre E che hai un rapporto pessimo con gli uomini. Permettiti entrambe le cose. Amati come sei. Tuo padre è morto, non puoi più farci nulla. Ma ami te stessa?
Cercate sempre di vedere le cose da un’altra angolatura. Mettetevi al centro della vostra vita. Voi non siete ‘gente di contorno’, come ho sentito dire da un barista un pomeriggio ai suoi avventori mentre tornavo a casa dal lavoro. ‘Tanto lo sappiamo chi siamo noi …’; volevo prenderlo a schiaffi per farlo riprendere. Poi ho pensato: ma no, fai la tua cosa, la vita ti insegnerà presto che la lezione che hai appreso è la lezione sbagliata.
Io non posso fare altro che buttare giù queste righe per darvi un aiuto. Non so nemmeno cosa capirete mentre le leggete (poco, secondo me). Ma almeno ho gettato il sasso nello stagno. Non vedrò le onde propagarsi, ma in fondo questo è un problema secondario. Il vero punto è un altro, ovvero: quando ritornerete a essere protagonisti? A prendervi quel rischio, quello che vi porta lontano dalle certezze e vicino a ciò che veramente vi fa battere il cuore?


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