Escort e mercenari (sulla doppia morale della nostra società)

E’ da qualche anno che leggo e mi informo tramite giornali, blog e libri sul tema della prostituzione. Un tema che mi interessa perché viviamo in una società moralista e a me piace mettere le dita nelle piaghe. Di recente ho scoperto un aspetto molto triste di questa vicenda. Chi fa la prostituta o la escort, e ha figli, spesso viene privata della prole dalla legge dello Stato e da funzionari assai zelanti. Probabilmente De André se fosse vivo ci scriverebbe sopra qualche canzone. Comunque se volete leggere una storia tipo, ne trovate una a questo link.

Ora, il punto è che molti di voi purtroppo saranno d’accordo con la legge, lo Stato e i suoi funzionari, appunto. E questo è un problema. Un problema per tutti. Perché il sesso voi lo considerate ancora come quella roba sporca che viene santificata solo tra le lenzuola della famiglia. Perché nella vostra testa esistono rapporti seri e rapporti frivoli, i primi vi fanno un po’ paura ma sono socialmente accettabili, tra le braccia dei secondi vi gettereste a triplo carpiato ma vi fanno un po’ paura le conseguenze sociali. E così molti di voi hanno una doppia vita. Il che vuol dire una doppia mente.

Ma il fatto è che ad esempio, molti destrorsi continuano a ripetere che il nostro non è uno Stato etico, a differenza di quelli islamici – si sa che gli Stati islamici sono tutti uguali … - e pertanto noi non basiamo le nostre decisioni sulla moralità o meno dei nostri atti ma sul fatto che le nostre azioni possano essere o meno di nocumento per altre persone. E qui casca l’asino. In realtà nel mio mondo ideale ognuno si dovrebbe fare gli affari propri. Però certi pregiudizi sono duri a morire.

Ho orecchiato ad esempio che alcune escort sono riuscite a vincere battaglie legali rinunciando a una professione molto lucrativa come il sex work per ottenere paghe da fame - come tutti noi - in altri lavori. Voi che non siete mai mossi da invidia direste: che male c’è a guadagnarsi il pane onestamente? Il problema è che se qualcuno commercia in armi o maneggia armi, pazienza – vi ricordate Fabrizio “Adesso vi faccio vedere come muore un italiano” Quattrocchi, insignito persino di una medaglia d’onore dal nostro Stato? Sarò impopolare: era un mercenario, e sono pronto a discuterne con chi ne sa più di me se sbaglio questo giudizio, ma era uno che andava a combattere per soldi.

Per carità, niente di male in sé. Ma perché un uomo che imbraccia le armi per danaro deve essere considerato nobile, mentre una donna che per allevare figli e non far loro mancare nulla vende servizi sessuali invece dev’essere considerata una poco di buono quando non una persona che nuoce alla maturità psichica del figlio? Non è il Quattrocchi che mi manda ai matti, ma la differenza tra lui e la escort a livello di giudizio sociale. Siamo nel 2022, e non bisognerebbe più fare differenze basate su un’etica che andava bene nel medioevo forse, perché ognuno di noi dovrebbe essere libero di fare ciò che vuole. Lo dico chiaramente: non fossi demisessuale, anch’io offrirei prestazioni sessuali a pagamento. Un po’ di palestra, un po’ di esperienza, e i giochi sarebbero fatti.

Lo scrivo per mettermi ‘dalla parte del torto’ e per schierarmi. Sono stanco di vivere in un mondo dove le persone si rinchiudono nella loro individualità a botte di ‘se vuoi puoi’ o di ‘pensa al qui ed ora’ quando poi sono sempre di meno le persone che stanno bene. Economicamente, intendo. E’ sempre più difficile infatti ottenere benessere, anche se il fatto che io oggi sia a questo pc mentre quasi tutte le persone che conosco stanno in vacanza – ma per me il problema era che non avevo un posto dove andare: a me infatti piace andare in posti dove posso esercitare il mio amore per la cultura, quindi veder mostre, ascoltare musica dal vivo, etc., e non avevo idea dove poter fare queste cose in questi giorni – mi fa riflettere su certi piagnistei.

Colpa un po’ della società in cui vivo. Chissà perché, dopo la pandemia la gente pare non voglia pensare ad altro che a divertirsi di frivolezze, quindi spiagge cibo e vino. Ma ci sarà qualche altra parte di voi che vorrete gratificare oltre allo stomaco. Non credo infatti sia un caso che io abbia scritto un articolo in difesa del sex work e abbia desideri culturali. Infatti pare che la creatività risieda nel bacino esattamente come le nostre energie sessuali. E che queste siano strettamente collegate alla prima.

In conclusione, se siete dei moralisti e pensate che una prostituta sarebbe una cattiva madre, smettete di leggermi da qui alla fine dei giorni. Di fatti non siamo compatibili. Io ho in sommo conto la libertà dell’individuo di fare quello che vuole con la propria vita e di esplorarsi a 360 gradi. Se per voi questa libertà deve avere dei limiti, mi spiace ma non siamo e non saremo mai sulla stessa lunghezza d’onda. Vi saluto con un brano musicale di cui vi chiedo di ascoltare bene le parole …  

 

 


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