Il vero problema è la salute mentale, non il Covid
Storture dovute appunto al blocco di una intera società e alla inoculazione quasi obbligatoria (nel senso che senza non si poteva fare nulla, dicono i contrari, dato che c’era l’obbligo non di vaccino ma di green pass, il che mutatis mutandis era come avere un vaccino obbligatorio) con sieri genici che a quanto pare è stato dichiarato dalle case farmaceutiche stesse non avevano completato un ciclo di verifica prima di essere approvati (ma mi prometto di approfondire al riguardo, qui io non affermo né smentisco, mi limito a riportare quanto ho letto qui e là).
Sieri genici che avrebbero provocato danni irreversibili in molte persone, leggo. Che non si sa quali effetti avranno nel lungo periodo, leggo ancora. Ora, se questo fosse successo, me ne dispiaccio infinitamente. Io sono stato in fondo fortunato, due giorni fa ho fatto la cosiddetta quarta dose o secondo booster e per adesso pare io stia bene. Anzi, a gennaio dello scorso anno sono risultato positivo al Covid, e posso dire di essermela cavata con un po’ di naso che colava e qualche lineetta di febbre mentre mi facevo la mia quarantena. Ma ovviamente la letteratura scientifica non si fa con un caso o con dieci.
E però. Quando è scoppiato il casino, ovvero quando i No Vax hanno alzato la voce, io ho ripensato alla mia esperienza. A quando ho detto alla mia psichiatra che ero riuscito a eliminare le ‘voci’ dalla mia testa (ho sofferto di allucinazioni uditive in passato) spiegandole anche come (in pratica con una decisione, dopo essermi chiesto a cosa mi servivano quelle allucinazioni, e essermi detto che ne potevo fare a meno). Mi sono sentito rispondere che ero stato bravo ma che dovevo prendere farmaci. Farmaci che prendo tutt’ora e che probabilmente sarò obbligato a prendere per tutta la vita. Ora.
Altre volte ho avuto nessun effetto positivo e molti effetti collaterali. Ma mai qualche effetto positivo e nessun effetto collaterale. Invece, quando mi ci sono messo, i miei ‘problemi’ li ho sempre risolti. Certo, con del tempo, ma ho tutta la vita ancora davanti, quindi. Non pensiate che, sebbene io sia un solo caso e potrei non fare letteratura, di non essere coinvolti dal mio caso singolo. Perché esso è cartina di tornasole di quanto avete sempre accettato la sanitarizzazione forzata di persone come me. L’importante è che non toccasse a voi. Quando poi è toccato a voi, stavolta col Covid, vi siete divisi. Una parte è stata con la scienza, e l’altra è stata contraria.
Io non sono paranoico. Lo testimonia il fatto che per quattro volte sono andato a farmi inoculare un siero genico che mi avrebbe potuto proteggere da una malattia grave. Mi fido della scienza. Ma non credo che la malattia mentale dovrebbe stare sotto il dominio della medicina. Perché la medicina a me non ha mai risolto nulla, anzi, come avete letto in miei post precedenti la vita me l’ha sempre complicata.
Ora, è tardi per tornare indietro, ma un uomo ieri sera ad Assago, non lontanissimo da dove vivo, ha preso un coltello in un centro commerciale ed ha accoltellato delle persone. Interrogato, dopo essere stato fermato e arrestato, ha detto che si credeva malato psicologicamente, e che era invidioso delle persone felici nel centro commerciale. E chi gliel’ha detto che quelle persone erano felici? Vittima della retorica del capitalismo, per cui sei felice se acquisti cose senza pensieri.
Ma la colpa di tutto ciò, non è di quel singolo uomo, che come direbbe Jung si è identificato con la sua ombra e vi è precipitato dentro, e nemmeno di chi lo ha trattato con poca umanità e molto senso di responsabilità nei confronti delle procedure, da burocrate insomma, ma vostra. Di chi mi legge e di chi non mi legge. Di voi ‘persone normali’ che non fate nulla per cambiare le cose. Viviamo in democrazia, no? E allora.
Onori e oneri. Per vent’anni mi avete visto precipitare e poi rialzarmi. Indifferenti sia ai miei dolori che ai miei successi. Per quale motivo il Potere non doveva comportarsi allo stesso modo con voi? E allora, seppiatelo: il vero problema di questo paese, dal punto di vista sanitario, non è come viene affrontata la questione Covid. Il vero problema è come viene trattata la questione salute mentale.



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